| La mostra permanente sul lavoro agricolo: il Museo demo-antropologico
Se in passato praticamente tutti i cittadini di Nazzano erano agricoltori, oggi il paese è costituito per lo più di pendolari che lavorano nella Capitale, conservando solo una parte della passata economia agricola, che rimane comunque un settore importante del sistema produttivo del piccolo centro laziale.
Malgrado ciò, la comunità ha voluto mantenere il rapporto con le professioni passate: per questo è nato il museo demo-antropologico, una mostra permanente sulle antiche professioni legate al mondo contadino e al fiume, all'interno dell'Ecomuseo di Casale Bussolini, nella Riserva Naturale.
La mostra è ricca di strumenti e attrezzi antichi, tutti di notevole pregio e ben conservati, che riescono a dare un'idea chiara di come fosse la vita nei campi in un passato in fondo non troppo remoto; inoltre, nel 1999 l'Ecomuseo è stato arricchito di nuovi pezzi, con la costruzione di un piccolo edificio con vetrate, con all'interno due “carri”, ossia due macchine agricole in legno risalenti agli anni '30-'40.
L'Università Agraria
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L'importanza dell'agricoltura nel passato e nel presente del paese è testimoniato anche dall'esistenza dell'Università Agraria di Nazzano. |  |
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Questo ente, avente sede presso il comune (tel. 0765.332470), ha le proprie radici nelle antiche proprietà collettive dello Stato Pontificio, costituite poi in università agrarie (da universitas, universalità della proprietà fondiaria pubblica). Ad oggi l'ente è amministrato da un Consiglio d'Amministrazione con funzioni d'indirizzo, da un organo esecutivo (Deputazione Agraria) con funzioni amministrative e dal Presidente con funzioni di rappresentanza e di indirizzo, ed ha mandato quinquennale contestuale a quello dell'amministrazione comunale.
Usi Civici
L'Università Agraria possiede e gestisce gran parte delle proprietà fondiarie pubbliche, con particolare attenzione agli Usi Civici, un istituto ereditato dallo Stato Pontificio che nei tempi passati ha permesso ai cittadini di avere il pieno uso di piccoli appezzamenti di terra dietro il pagamento di un canone annuale, traendone un notevole beneficio.
Ad oggi, gli eredi di quegli usufruttuari stanno riscattando gli appezzamenti, divenendone proprietari.
La tenuta di Campo di Contra
L'attività dell'Università Agraria non si limita però alla gestione di usi civici e boschi: uno dei principali servizi resi dall'ente è l'amministrazione della tenuta di Campo di Contra.
Campo di Contra è un vasto fondo di circa 200 ettari posto fuori dal paese, sulla riva opposta del fiume Tevere, al confine con i comuni di Poggio Mirteto e Montopoli di Sabina, ed è stato acquisito dalla comunità nazzanese nell'800 in seguito ad un'opera di colonizzazione dell'area.
La tenuta ha dato e dà tuttora un forte impulso all'agricoltura locale, proprio per quanto detto poco sopra: difatti, ogni anno l'Università Agraria concede delle quote del fondo agli agricoltori locali, salvaguardando così la fruizione del patrimonio pubblico agli utenti.
All'interno della tenuta, importanti manufatti testimoniano l'importanza che ha sempre rivestito per la vita dei nazzanesi: l'antico fontanile, usato per far abbeverare gli animali, ancor oggi funzionante; l'Ovile, recentemente ristrutturato, che per anni ha offerto ricovero agli animali; i magazzini, utilizzati durante la mietitura del grano.
Il culto di Sant'Antonio
Un collegamento culturalmente interessante è quello tra il mondo dell'agricoltura e il culto verso Sant'Antonio, protettore degli animali: sappiamo bene infatti che in passato gli animali “bisognosi” di protezione erano quelli che aiutavano i contadini nel duro lavoro nei campi, rappresentando quindi un vero e proprio capitale.
Nasce da questo sentimento la confraternita dei Fratelli di Sant'Antonio, tuttora esistente, che ancora oggi riesce a mantenere vivo il culto verso il santo, con la caratteristica benedizione degli animali e dei mezzi agricoli in piazza Umberto I, nel giorno di Sant'Antonio prima domenica dopo il 17 gennaio) |